Camera di Francesca

Quando Umberto Zanvettori acquistò la Rocca nel 1920, pensava di riportarla alla sue forme originarie, quindi incaricò del restauro uno dei maggior esperti di architettura medievale: Gustavo Giovannoni. I lavori iniziarono nel più rigoroso scrupolo filologico, ma ben presto il Giovannoni si dissociò dai lavori, lamentando delle ricostruzioni molto arbitrarie. Infatti lo Zanvettori ben presto si allontanò dalle premesse, abbandonò il rigoroso restauro facendosi condizionare dal gusto dell’epoca. Nel piano nobile, attraverso un arredo di epoche diverse acquistato nei mercati di antiquariato, venne ricreata l’ambietanzione di una dimora signorile tra Medioevo e Rinascimento. Le pareti di alcune stanze vennero affrescate con dei “tromp l’oeil” e con decorazioni che riproducono l’araldica dTerracotta dei Della Robbiaegli antichi signori, Malatesta e Sforza, ma il tutto contaminato dal gusto liberty in voga in quel periodo.

Le stanze di maggior interesse sono quelle affrescate all’epoca di Giovanni Sforza: sala della Passione di Cristo, Camerino di Lucrezia Borgia, Sala dei Putti, Sala del Consiglio e il loggiato del piano nobile.

Tra le opere d’arte esposte, di maggior interesse sono: la Pala di Santa Sofia, opera di Giovanni Santi, la Madonna della Misericordia, opera di G.G. Pandolfi, e la Terracotta di Andrea Della Robbia.

Le stanze più suggestive sono la “Camera di Francesca” e la “sala delle torture”.

castello rocca di gradara

La stanza di Francesca Il cortile interno Il camerino di Lucrezia Borgia Il ponte levatoio La sala del consiglio La Cappella La sala de